Halsey, il terzo album Manic racconta la sua storia

Per Halsey la vita deve essere stata un po’ come andare sulle montagne russe. Nell’ordine: eccitante, paurosa, un divertimento incredibile. E in effetti, per Ashley Nicolette Frangipane, mettere i piedi a terra dopo questo upside down significa anche generare il suo terzo album che ha debuttato al secondo posto in classifica negli Usa e alla sesta posizione nella Official Album Chart. Prima della fama, c’è stata tempesta per lei. Che molto probabilmente avrete già apprezzato anche nel bel pezzo con Khalid e Benny Blanco, Eastside

Halsey, che si è dichiarata bipolare e bisessuale, pare abbia tentato il suicidio da adolescente e che per questo sia stata in ospedale psichiatrico.  La cantante avrebbe fatto uso di droghe, soffrirebbe di endometriosi e nel 2015 sarebbe rimasta incinta durante un tour con gli Imagine Dragons (per poi subire il trauma di un aborto spontaneo). Il suo, oggi, pare un traguardo dopo tante corse a ostacoli. Con la musica a scandire ogni progresso o arretramento, con le sette note a proteggerla dalla definitiva caduta.

Era il 1994, in New Jersey

Tutto inizia nel 1994 a Edison, nel New Jersey. Il padre, afroamericano di origini irlandesi, gestisce una concessionaria, la madre, italo-americana di origini ungheresi, lavora per la sicurezza in ospedale. Maggiore di tre fratelli, Sevian e Dante, Ashley studia viola, violoncello, violino, chitarra acustica. Muove i primi passi nel mondo delle arti, iscrivendosi alla Rhode Island School of Design e suonando nel tempo libero le prime cover acustiche, da Fifteen di Taylor Swift in poi. Lascia il college per mancanza di soldi, non viene supportata dai genitori e inizia a vivere un po’ ovunque, suonando per strada e conoscendo il buio. Poi, nel 2013, inizia a pubblicare cover su YouTube e sul suo Tumbler e riadatta i versi di poesia scritti in precedenza in versi di testi di canzoni. Il suo destino conosce un’accelerazione quando a una festa incontra un produttore e insieme generano Ghost – dedicata all’ex di Halsey  e che in poche settimane spopola su Soundcloud. Questo le aprirà numerose prospettive, le firme con la prima casa discografica, la Astralwerks, il primo ep Room93 e diverse tappe di tour, dai The Kooks ai Young Rising Sons, dagli Imagine Dragons a The Weekend. Nel 2015 arriva il primo album, Badlands, supportato dal suo fidanzato dj di allora, Lido. Dall’America, si spinge sino in Oceania, Asia, Europa e conclude il tour con un sold out al Madison Square Garden. 

Dopo il successo di Closer con i Chainsmokers, arriva il secondo album Hopeless Fountain Kingdom (con singoli di successo tra cui Now or Never e Bad at Love) e, nel 2018, Without Me, Graveyard (pubblicato un anno dopo) e la vetta della classifica, ma anche la premessa al nuovo album: è Manic.  

Il terzo album di Halsey, «Manic»

Qui l’alter ego Halsey ha scritto per Ashley e in 16 tracce ha raccontato la sua vita, i suoi mutamenti, la fine di un sentimento e tutta la vita intorno. Si può definire un album scritto con rabbia e con amore, con la conseguente e definitiva accettazione di ogni sensazione provata. Ogni testo ne è la perfetta riprova, in fondo. E l’indicazione di Halsey è di ascoltarlo in progressione, track by track, per capirne l’evoluzione. Così Ashley è la presentazione di sé stessa, senza troppi giri di parole, Clementine ne costituisce la naturale prosecuzione e Graveyard è il singolo che ha già coinvolto fan e non, grazie al ritmo e all’energia che emana.

You should be sad è il disegno perfetto della fine di una relazione e Forever…(is a long time) sembra raccontarne, facendo un passo indietro, le cause. Dominic’s interlude è il primo di tre interludi che l’artista inserisce nel disco e questo è con il rapper Dominic Fike e il suo avvolgente piano. 

I hate everybody è un grido di rabbia, un risvegliarsi di angosce sopite, che esplode a metà album e si adagia su 3AM (che si chiude con una telefonata registrata con John Mayer) e prosegue verso la potente Without Me e sale verso l’interludio con Alanis Morrisette Alanis Interlude. Segue poi il momento vendetta, con tanto di batteria ed energia a strabordare in killing boys, prima dell’ultimo inteludio con il rapper coreano Min Yoongi (conosciuto anche come Suga nei Bts) che racconta di come dopo la notte più buia arrivi sempre l’alba e dona un bell’appeal a questo pezzo. 

More – xilofono incluso – e Still learning chiudono il cerchio del processo di guarigione dopo il dolore e si avviano alla chiusura con 929. 

Il senso concettuale di tutto questo sta nella crescita e in come questa venga snocciolata verso dopo verso più che in sonorità particolari. La fine di un amore, in fondo, alla fine delle montagne russe di cui sopra è sempre preludio di un nuovo inizio: quel love yourself che Halsey ha certamente ricordato ad Ashley con questo album, dopotutto. 

«Manic», la tracklist 

1 – Ashley

2 – ​clementine

3 – Graveyard

4 – You should be sad

5 – Forever … (is a long time)

6 – Dominic’s Interlude di Halsey & Dominic Fike

7 – I HATE EVERYBODY

8 – 3am

9 – Without Me

10 – Finally // beautiful stranger

11 – Alanis’ Interlude di Halsey & Alanis Morissette

12 – ​killing boys

13 – SUGA’s Interlude by Halsey, SUGA & BTS

14 – MORE

15 – Still Learning

16 – 929

 

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